venerdì 8 novembre 2013

Twitter: l'importanza della qualità. Il caso Katy Perry.



La cantante Katy Perry sembra aver capito perfettamente le regole del gioco su Twitter. E questo la ha portata a superare il precedente “reuccio” di Twitter, Justin Bieber in quanto a numero di follower. Dunque, da un lato, Katy Perry con 46 milioni e 670 mila sostenitori; dall’altro, Justin Bieber con 46 milioni e 590 sostenitori.

Ecco cosa ha dichiarato la Perry a USA Today: “sento di aver imparato a domare il drago social network”.






Quale strategia sta mettendo in atto?

A detta della cantante, la sua strategia sarebbe “più alla mano” rispetto a quella impiegata dal cantante canadese. Pochi messaggi ma buoni, piuttosto che inondare il social network con valanghe di tweet promozionali di se stessa. E, infine, poco spazio alle smentite, se non nel caso in cui qualcuno stia per mettere a repentaglio l’immagine pubblica.

Dunque, la Perry ha scelto di non vendere aria fritta, mettendo da parte il semplice obiettivo di esserci a tutti i costi che antepone la qualità alla quantità.

giovedì 7 novembre 2013

Come valutare la gestione di una Fan Page su Facebook?

Ultimamente si è diffusa l’idea che il numero dei fan sia un indicatore poco attendibile per misurare la gestione di una Fan Page di Facebook. Prevale invece un'altra misura: la portata.



Quando un utente si dice “raggiunto”?

Quando ha effettivamente visualizzato nel proprio stream un update. Se, ad esempio, l’update è troppo in basso rispetto allo stream, Facebook non considera l’aggiornamento alla portata dell’utente e quindi, l’utente si considererà non raggiunto. L’aggiornamento non è stato visualizzato, nonostante non sia mancata occasione.

La portata più importante dei Like

Il numero di persone che visualizzano un aggiornamento per Facebook conta di più rispetto al numero dei "mi piace" sulla pagina. Dunque, i risultati concreti vanno misurati sulla base della portata, l’unica variabile sulla quale vanno prese le vere decisioni strategiche.




L’importanza dei fan qualitativi

Chi sono i fan qualitativi? Sono i fan ingaggiati, interessati, coinvolti. Questi ultimi sono molto più importanti del numero stesso di fan. E’ più importante avere fan interessati che tanti fan non interessati o ingaggiati.

Qual è il momento migliore per un post su Facebook?

Numerosissimi sono gli studi riguardanti un argomento abbastanza controverso come quello del momento ideale della giornata per postare su Facebook. Considerando che i risultati sono tra di loro abbastanza discordanti, sembra che il momento ideale non esista. Avete letto bene. So che non era certo la notizia che aspettavate di leggere, ma è così. Perché il tempo ideale dipende da due fattori principali:

1.    il vostro business;
2.    la vostra audience.


Cosa fare, dunque?

Per prima cosa è necessario ascoltare in rete e conoscere a fondo l’audience di riferimento. E’ necessario capire quando i fan della vostra pagina sono su Facebook e programmare la pubblicazione dei post in quei momenti.

Ecco alcuni semplici step per conoscere meglio la propria audience:

Step 1: determinare il comportamento dell’audience
Ad esempio, in base alle analisi demografiche di Facebook, è possibile ricavare l’età e il genere prevalente dei visitatori.

Step 2: immaginare la loro giornata ideale
Chiedendosi, ad esempio: chi è il fan “tipo”? La mamma? La casalinga? Uno studente? Una persona che lavora dalle 9.00 alle 18.00? Questo tipo di profilazione può aiutare molto a stabilire chi sono gli utenti e come trascorrono la loro giornata “tipo”.

Step 3: mettere in pratica le conoscenze
A questo punto si possono usare le conoscenze ricavate dall’analisi degli Insights di Facebook per postare in maniera efficace.


Facebook dallo smartphone

Non bisogna dimenticare, inoltre, che oggi la maggior parte degli utenti di Facebook si collega da uno smartphone piuttosto che da un desktop. Secondo alcune rilevazioni, l’80% degli utenti di età compresa dai 18 ai 44 anni controlla lo smartphone a partire dal momento in cui si alza al mattino. Questo, dunque, potrebbe essere uno dei momenti ideali per postare, non pensate?

Altri momenti di maggiore “raggiungibilità” sono quelli dedicati ai pasti e al post-cena, considerando che secondo alcuni dati, l’86% degli utenti usa lo smartphone mentre guarda la TV. Tra gli altri momenti, quelli in cui non si è né al lavoro né a scuola. Quindi, il weekend è sicuramente un periodo ottimale per postare.


mercoledì 6 novembre 2013

Condividere con i dipendenti la social media policy aziendale

 Oggi mantenere un contatto solido e duraturo con i consumatori sul web mediante i social network è ormai diventata prassi consolidata. Può rappresentare un’incredibile opportunità per l’azienda. Un’opportunità alla quale, spesso, tutti i dipendenti sono chiamati a contribuire attraverso la loro partecipazione ai social network.

Tuttavia, nonostante la riduzione dei blocchi a social network quali Facebook, Twitter e Youtube nel 2013, l’uso dei social network può essere spesso deleterio. I motivi? Da un lato, la perdita di produttività del personale e, dall’altro, se i social network vengono usati scorrettamente possono causare seri danni all’immagine aziendale (definiti #EpicFails).

Dunque, è di fondamentale importanza formare i dipendenti, concordando e condividendo un’adeguata social media policy aziendale, con l’obiettivo di ridurre al minimo i rischi connessi con l’utilizzo aziendale dei social network.






La social media policy è un documento al quale tutti all’interno di un’azienda devono far riferimento e consta essenzialmente di due parti:

1.    Social Media Policy interna: rivolta solo al personale, definisce le regole di comportamento in relazione ai social network e riguarda le modalità don cui i dipendenti gestiscono la loro presenza sui social (titolarità degli account, riservatezza dei codici di accesso, “regole di ingaggio” nella gestione dei commenti);

2.    Social Media Policy esterna: che regola il rapporto tra azienda ed utenti, secondo le dinamiche proprie dell’azienda stessa.

Facebook, Twitter e Youtube: diminuiscono i blocchi nelle aziende

Sono molte le aziende in Italia che hanno settato il blocco sui pc per l'accesso ai social media, quali Facebook, Twitter e a volte anche Youtube. Il motivo? Troppa distrazione per i dipendenti e meno produttività.



Ma se il lavoro dei dipendenti consiste anche nella cura del lato social dell'azienda?

Da adesso le aziende italiane riducono i blocchi e consentono ai dipendenti di usare i social network durante l'orario lavorativo. La rivelazione arriva da un'indagine realizzata da Easynet Global Services e Ipanema Technologies. Nel 2013 le aziende italiane avrebbero posto un freno alle restrizioni su alcuni siti. Nel 2013, infatti, è stata registrata una diminuzione del 26% dei blocchi e delle restrizioni rispetto al 2012 in Italia.


Un nuovo trend


Quest'inversione di tendenza è sintomatica dell'importanza rivestita dalla cura del lato social dell'azienda da parte dei dipendenti. Anche se, ahimè, non tutti sono dotati del buon senso e della professionalità necessaria per capire che spesso, in base alle attività che si svolgono sui social network, si perde solo tempo. Quindi i dipendenti dovrebbero essere informati sulle potenzialità offerte dai social media ai fini della promozione dell'azienda per la quale lavorano e sulle procedure specifiche da mettere in atto per raggiungere determinati obiettivi.


martedì 5 novembre 2013

Google Hummingbird: che effetti su Facebook?



Hummingbird, quello che Big G ha annunciato essere il più importante aggiornamento di algoritmo dal 2001 ad oggi. - See more at: http://www.bookingblog.com/google-lancia-hummingbird-hotel/#sthash.egr2CYIR.dpuf

Google Hummingbird è stato lanciato da Big G il giorno del 15° compleanno di Google ed è stato definito come il più importante algoritmo dal 2001 ad oggi, il cuo obiettivo è quello di "impattare" positivamente sull'esperienza d'uso dell'utente.



Hummingbird, infatti, consente a Google di capire esattamente gli intenti di ricerca di un utente ultimamente sempre alle prese con i dispositivi mobile.  Dunque, una volta posta la domanda, l'utente riceverà il risultato più preciso con la velocità del battito d'ali di un colibrì. Hummingbird in lingua franca infatti significa proprio "colibrì".

L'intento è quello di venire incontro anche alle esigenze di un utente che oggi utilizza molto le nuove applicazioni di interazione vocale, come Siri, e che pone domande dirette piuttosto che cercare con le parole chiave. Dunque, la ricerca, con Hummingbird si fa semantica. L'approccio cambia: la ricerca si basa più sul significato delle frasi digitate che sulle keywords.



Quali effetti du Facebook?

L'introduzione di questo nuovo algoritmo di ricerca ha determinato discreti cambiamenti anche per Facebook.

Un'alta frequenza di rimbalzo o l'assenza completa di condivisioni sui social network può influenzare significativamente i risultati dei motiri di ricerca. Non importa quanti link vengono costruiti su determinate pagine, ciò che veramente conta è la qualità del contenuto.

Il concetto della qualità dei post resta sempre invariato e, allo stato attuale, è l'unico mezzo che consente di sfruttare la natura virale dei social network.

E se Facebook è ormai talmente carico e saturo di contenuti, l'unica strada da seguire è proprio questa: scrivere dei post di qualità. Un elemento decisivo per far emergere il proprio messaggio!

Facebook: il post perfetto!


Il post perfetto su Facebook esiste? Domanda interessante. Anche un post piccolo come quello che viene postato su Facebook ha la sua importanza. E costruire il post perfetto richiede delle competenze specifiche perché esso deve:

a)  ispirare fiducia;
b) essere di qualità;
c) coinvolgere l’utente fino a creare, ove possibile, un dialogo duraturo;
d) rispondere coerentemente alla propria brand strategy.




Secondo l’infografica di Jennifer Burnham, pubblicata sul portale Ninja Marketing, le caratteristiche del post perfetto sono le seguenti:

a) la parte testuale del post deve essere costituita da massimo 90 caratteri e deve avere un tono molto personale. E’ utile inserire all’interno dei 90 caratteri anche l’url (meglio se accorciato);
b) i post devono essere targettizzati;
c) è consigliabile usare immagini semplici e testi brevi con domande la cui risposta possa essere semplicemente sì/no;
d) l’immagine non deve essere più grande di 300x300 px;
e) le immagini devono essere a forte impatto; quindi caratterizzate da colori accesi, come il rosso o l’arancione o con la presenza di volti in primo piano, non loghi;
f) il post deve servire a stimolare una conversazione che deve essere alimentata, con i commenti e con le domande;
g) è necessario misurare le metriche relative all’engagement nella pagina Insight, per capire quale tipo di post riscuote più successo.

Dunque, un bravo social media strategist deve sapere esattamente come creare engagement su Facebook. Pochi passi, semplici ma efficaci.