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sabato 15 febbraio 2014

Web writing: il ‘clicca qui’ è da evitare?


Cari amici web writer,

vorrei approfondire un argomento legato all’inserimento di link nei testi scritti per il web. I link sono molto importanti perché consentono al lettore di approfondire un determinato argomento e, spesso, alla fine di un post o di una news è tendenza condivisa quella di inserire un link di approfondimento ad un’altra pagina.

 

 

giovedì 30 gennaio 2014

Content marketing: alcuni consigli per ottimizzare i tuoi contenuti per la ricerca organica

ottimizzazione seoQuanto è stretto il legame tra contenuti ed inbound marketing? Molto. La ragione? Da una parte, i contenuti forniscono informazioni utili ed interessanti per i visitatore e, dall’altra, possono aiutarti molto anche nell’ottimizzazione della ricerca organica e, quindi, nel posizionamento.

Ed ecco che entra in campo la SEO. Se non la curi, le tue attività dedicate al web writing sono tutte tempo sprecato. E, spesso e volentieri, anche denaro. Dunque, è bene far leva su tutti gli strumenti e gli espedienti noti per poter far decollare il tuo blog e i tuoi contenuti sul web.

Ottimizzare il tuo blog o il tuo sito o, semplicemente, i tuoi contenuti sul web, non richiede molto tempo.

Vediamo insieme qualche suggerimento…



1.    Focalizzati sul titolo del post o dell’articolo

Suggerisce bene l’idea e il messaggio centrale del contenuto? Deve farlo. Il titolo deve puntare diretto al cuore del contenuto. Meglio essere diretti che sforzarsi di scrivere un titolo particolarmente ingegnoso o simpatico. Inoltre, è bene inserire nel titolo le keyword legate al contenuto centrale. Potrebbe essere utile fare delle ricerche su Google per renderti conto di quello che “spinge” parecchio un dato contenuto.

2.    Evita un linguaggio gergale e/o complesso, sia nel titolo che nel contenuto


Spesso si utilizzano delle espressioni o degli acronimi in determinati ambiti. Meglio evitarli. Se i visitatori non li conoscono, saranno poco interessati e lasceranno presto la pagina, perché la sensazione principale sarà quella di non sentirsi a proprio agio.

3.    Considera la lunghezza dell’articolo


Assicurati che i tuoi contenuti abbiano parecchia sostanza, senza essere, d’altro canto, un romanzo. Tanto per utilizzare una metafora: pensa ad una ragazza che indossa un vestito o una minigonna troppo corta. Che idea trasmette?

L’argomento della lunghezza è sempre stato molto controverso e le opinioni a proposito molto discordanti. Un consiglio: cerca di trasmettere sempre un messaggio completo, sia esso un punto di vista su una questione, o un’opinione, delle informazioni utili ed interessanti, una risposta ad una domanda, un consiglio. Qualcosa, insomma, che valga la pena leggere.

4.    Usa gli headers


Ti starai chiedendo: cosa sono gli headers? L’header altro non è che una porzione di codice che consente di dividere i contenuti di una pagina web in diverse parti. Nel web writing vengono generalmente impiegati per suddividere i titoli e i paragrafi del contenuto. Esistono sei livelli (H1, H2, H3, H4, H5 e H6). Una categorizzazione utile per suddividere stilisticamente, visivamente ma anche funzionalmente un dato contenuto, dal momento hanno la funzionalità di rendere un testo leggibile. Regola: mai più di un H1 per pagina.

5.     Usa anchor text lunghi per i link


Il motivo? Se l’utente, che vuole approfondire un determinato argomento, si ritroverà davanti una stringa di parole che formano una frase o un’espressione (utile) piuttosto che una singola parola, sarà più incentivato a cliccare. Descrizioni lunghe comprensive di collegamento ipertestuale consentono al lettore di crearsi delle aspettative sul contenuto da leggere.E poi a Google piacciono così tanto i link “naturali”, poco artificiosi. Inoltre, un anchor text più lungo ed esplicativo conferirà al tuo testo maggiore chiarezza.

6.    Fai leva sulle immagini


Usa sempre l’attributo ALT per le immagini. Un attributo che, comunque, deve essere sempre correlata al contenuto al quale ti stai dedicando e non una semplice parola che dica di che immagine si tratti. Ad esempio: evitare di scrivere “SEO” quando potreste scrivere “Guida per l’ottimizzazione sui motori di ricerca”.

7.    Non dimenticare il metadato DESCRIPTION (METADESCRIPTION)


Questo metadato è importantissimo, per diverse ragioni: facilita, infatti, i motori di ricerca nel processo di indicizzazione dei tuoi contenuti nelle SERP e, se condividi i tuoi testi anche sui social network, favorisci ulteriormente il posizionamento.

8.    Condividi! Condividi! Condividi!


Includi in ogni tua pagina web i pulsanti social. Per i lettori interessati, oltre che alla lettura, anche alla condivisione, dev’essere tutto un gioco da ragazzi! Quindi più semplice è condividere e meglio è.

9.    Google authorship


Non dimenticare Google authorship, utile per migliorare il CTR (click-through-rate) mediante la ricerca.

10.    Una Call to Action efficace


Non trascurare l’inserimento di un’efficace Call to Action che inviti i visitatori a commentare, usufruire di un servizio, condividere, scaricare e-book, ecc.

C’è qualcosa che ritieni sia utile aggiungere? Fammelo sapere nei commenti. Ci confrontiamo?

domenica 24 novembre 2013

Long Tail Keywords: quanto sono importanti per il SEO?



Cosa significa il termine “Long Tail”? Partiamo dall’inizio. Il termine è stato coniato da Chris Anderson in un articolo pubblicato su Wired nell’ottobre 2004, poi confluito nel suo primo libro, The Long Tail: Why the Future of Business Is Selling Less of More (2006).
Inizialmente il concetto Long Tail ( o Coda Lunga) di Anderson era relativo ai modelli di business e si riferiva ad una strategia di vendita al dettaglio, basata su analisi statistiche, secondo le quali è meglio vendere un gran numero di oggetti unici in quantità relativamente piccole di ogni oggetto venduto, piuttosto che vendere un numero ristretto di elementi popolari in grandi quantità.
In poche parole, secondo Anderson, i prodotti a bassa richiesta o che hanno un basso volume di vendita possono costituire una quota di mercato superiore rispetto a rivali molto noti e con ampi volumi di vendita, con canali di distribuzione o negozio abbastanza grandi.


Long Tail e SEO


Il concetto ipotizzato da Anderson è calzante in ambito SEO e per le strategie di web marketing, per quanto riguarda le parole di ricerca e, quindi, le keyword da utilizzare per l’ottimizzazione.

A questo punto occorre fare una distinzione tra:

  • Parole Chiave generiche, composte da una sola o due parole, che sono molto competitive. Pertanto, non è semplicissimo ed immediato raggiungere un ottimo posizionamento sul web: potrebbero essere necessari molti costi e molto tempo;
  • Long Tail keywords: parole chiave specifiche, composte da più parole (da quattro in su), che non sono cercate molto frequentemente dagli utenti e che generano, pertanto, pochi accessi. Queste parole hanno, di solito, una competitività molto bassa.

Il vantaggio delle Long Tail Keywords

Le Long Tail Keywords offrono un vantaggio superiore rispetto alle parole chiave generiche. Se considerate singolarmente, le Long Tail Keywords generano pochissimo traffico al sito, ma se sommate complessivamente tra di loro, favoriscono un volume di accessi superiore rispetto alle keywords di ricerca generiche.

Conclusioni

E’ importantissimo utilizzare le Long Tail Keywords per una strategia di posizionamento che prevede un percorso di crescita che parta dalle Long tail Keyword per un posizionamento più “di nicchia”, puntando, solo in un secondo momento, nel medio-lungo termine, ad un posizionamento per keywords generiche.

giovedì 21 novembre 2013

PR e SEO in convergenza

Dunque, se prima si parlava spesso di “rivalità” tra questi due importanti ambiti del marketing, adesso convergono, soprattutto alla luce dei recenti aggiornamenti di Google. Aggiornamenti che hanno avuto un impatto non poco rilevante sul link building e soprattutto sull’importanza di creare contenuti rilevanti e significativi, talmente significativi da essere condivisibili e condivisi.


Nulla di nuovo per chi si occupa di Public Relations. In fondo, la creazione di contenuti di qualità ha sempre rappresentato un imperativo fondante del DNA di qualsiasi PR agency o PR specialist. Raccontare storie che siano avvincenti e coinvolgenti, interessanti, significative e rilevanti per un’audience specifica. Contenuti che poi l’audience desideri trasmettere ad altri. Tutto nel pieno rispetto del SEO e delle sue dinamiche.

E’ Google che lo esige. Contenuti web dotati di text-link altamente ottimizzati e campagne di guest-posting (o blogging) ricche di keyword (ma non troppe!), di link ed anchor text.

Rivalità? Non è certo il caso di parlare di rivalità, ma di convergenza, di movimento verso una direzione che confluisce nello stesso punto.

sabato 9 novembre 2013

SEO e SMO: un legame indissolubile

Quando si lavora con i social media è importante far riferimento al SEO (Search Engine Optimization) e al cosiddetto SMO (Social Media Optimization), la cui interazione è fondamentale.



Ecco i sette step fondamentali per favorire l’interazione tra SEO e SMO:

1.    Pubblicare contenuti di qualità;
2.    Condividere e linkare i contenuti. Ottenere parecchi “Like”;
3.    Ottenere “Subscriptions” mediante i “fans and followers” nei diversi social media;
4.    Far crescere le community a sostegno del sito/blog di riferimento;
5.    Sia i social media che il SEO consentono di aumentare la Reputazione online, al fine di conferire autorevolezza al Brand;
6.    Il sito/blog in questo modo ottiene autorevolezza nei motori di ricerca;
7.    Maggiori opportunità per il sito/blog di essere scoperto da flussi di utenti in maniera organica.

L’importanza di condividere un contenuto sui social network

Una volta che il contenuto (di qualità!) è stato creato è necessario condividerlo. In questo modo si può creare engagement. Ogni elemento di engagement produce un segnale che viene automaticamente recepito dai motori di ricerca. Per Google, Bing, Yahoo, ecc., questi segnali fungono da raccomandazioni per i contenuti. In questo modo, i contenuti otterranno un ranking maggiore.