Il ROI (Return on Investment) rappresenta un fattore importante per le aziende che vorrebbero investire nei social media. Ma non sempre è possibile calcolarlo a priori. E’ per questo che molto spesso il ROI viene calcolato a posteriori, dall’analisi dei risultati complessivi ottenuti.
Cosa indica il ROI?
Essenzialmente quest’acronimo indica il rapporto esistente tra il capitale investito e il profitto. Si tratta, però, di una metrica finanziaria nella quale non rientrano alcuni aspetti definibili come “qualitativi” delle attività digitali.
Quali sono gli aspetti qualitativi in questione?
1. Brand awareness
2. Reputazione
3. Riduzione dei rischi
4. Fiducia
5. Loyalty
6. Differenziazione
7. Innovazione
E la lista potrebbe andare avanti...
Aspetti quantitativi
E’ molto forte, tuttavia, la tendenza a tenere in grande considerazione soprattutto gli aspetti quantitativi, primo fra tutti, l’impatto sui risultati di vendita. Ma, considerando che i touch point per questa valutazione sono moltissimi (sito web, giornali, negozio fisico, negozio online, call center, ecc.), l'operazione diventa alquanto complessa.
Return On Ignorance
Ecco come definisce Jeffery Hayzllet il ROI quando un’azienda non coglie l’importanza di investire nei social media perché, a priori, non vede vantaggi.
Ma non finisce qui! Approfondirò successivamente l’argomento, perciò, mi raccomando, stay tuned! ;-)
lunedì 11 novembre 2013
domenica 10 novembre 2013
Social media e Customer Care: un legame sempre più stretto.
Altro punto che mi interessava approfondire insieme a voi riguarda la relazione tra i social media e il customer care. Una relazione strettissima, dal momento che i social media consentono alla gente di dialogare con le persone, intavolando una vera e propria relazione. Ed è proprio in relazione al servizio offerto che si può misurare la loyalty del consumatore. Nel senso che è da questo che la fedeltà dipende.
Dunque, i social media si identificano come veri e propri strumenti di supporto per gli utenti che, ad esempio, hanno bisogno di fare una domanda o di risolvere un problema. Anzi, sembra che nella maggior parte dei casi gli utenti preferiscano ricevere aiuto online, attraverso le Live Chat o il Click to Call. Inoltre, secondo delle recenti rilevazioni, sembra che gli utenti abbiano alte aspettative in termini di risposta.
Twitter
L’81% degli utenti di Twitter si aspetta una risposta entro lo stesso giorno in cui viene formulata la richiesta.
Facebook
Il 29% dei consumatori su Facebook si aspetta una risposta entro due ore da quando inviano una domanda alla pagina di un’azienda.
Dunque, alla luce di questi fatti, ciascuna azienda dovrebbe poter sviluppare al proprio interno delle dinamiche che possano venire incontro alle esigenze di caring del consumatore finale. Dunque, se fino a poco tempo fa il customer service fornito mediante i social media era considerato accessorio rispetto a quello tradizionale, oggi è un tassello fondamentale, immancabile, che va utilizzato in modo efficiente.
Dunque, i social media si identificano come veri e propri strumenti di supporto per gli utenti che, ad esempio, hanno bisogno di fare una domanda o di risolvere un problema. Anzi, sembra che nella maggior parte dei casi gli utenti preferiscano ricevere aiuto online, attraverso le Live Chat o il Click to Call. Inoltre, secondo delle recenti rilevazioni, sembra che gli utenti abbiano alte aspettative in termini di risposta.
L’81% degli utenti di Twitter si aspetta una risposta entro lo stesso giorno in cui viene formulata la richiesta.
Il 29% dei consumatori su Facebook si aspetta una risposta entro due ore da quando inviano una domanda alla pagina di un’azienda.
Dunque, alla luce di questi fatti, ciascuna azienda dovrebbe poter sviluppare al proprio interno delle dinamiche che possano venire incontro alle esigenze di caring del consumatore finale. Dunque, se fino a poco tempo fa il customer service fornito mediante i social media era considerato accessorio rispetto a quello tradizionale, oggi è un tassello fondamentale, immancabile, che va utilizzato in modo efficiente.
Mentre Facebook cambia look ai pulsanti Like e Condividi, la concorrenza si fa spietata
Facebook rinnova la grafica e abbandona la leggendaria icona
per segnalare I like, Mi piace, in riferimento al plugin, il codice che viene
inserito sui siti. Essenzialmente si perde il pollice in su che viene sostituito
da una F. Inoltre sui siti i due pulsanti, Mi Piace e Condividi (anch’esso
modificato nella grafica), verranno posti uno vicino all’altro per facilitare
la condivisione dei contenuti.
E mentre Zuckerberg progetta e implementa questi cambiamenti
sapete cosa riporta The Future Company, società di ricerca e sondaggi? Una
notizia non molto positiva per il colosso di Sylicon Valley. Sembrerebbe,
infatti, che i teenagers stiano dimostrando una certa disaffezione verso
Facebook in favore di altre piattaforme, come Twitter, Instagram e Snapchat.
Inoltre, negli USA il diretto concorrente di Facebook
sarebbe Youtube, soprattutto in riferimento alla fascia di età compresa tra i
12 e i 15 anni.
Dura concorrenza per Facebook, eh?!
sabato 9 novembre 2013
SEO e SMO: un legame indissolubile
Quando si lavora con i social media è importante far riferimento al SEO (Search Engine Optimization) e al cosiddetto SMO (Social Media Optimization), la cui interazione è fondamentale.
Ecco i sette step fondamentali per favorire l’interazione tra SEO e SMO:
1. Pubblicare contenuti di qualità;
2. Condividere e linkare i contenuti. Ottenere parecchi “Like”;
3. Ottenere “Subscriptions” mediante i “fans and followers” nei diversi social media;
4. Far crescere le community a sostegno del sito/blog di riferimento;
5. Sia i social media che il SEO consentono di aumentare la Reputazione online, al fine di conferire autorevolezza al Brand;
6. Il sito/blog in questo modo ottiene autorevolezza nei motori di ricerca;
7. Maggiori opportunità per il sito/blog di essere scoperto da flussi di utenti in maniera organica.
Ecco i sette step fondamentali per favorire l’interazione tra SEO e SMO:
1. Pubblicare contenuti di qualità;
2. Condividere e linkare i contenuti. Ottenere parecchi “Like”;
3. Ottenere “Subscriptions” mediante i “fans and followers” nei diversi social media;
4. Far crescere le community a sostegno del sito/blog di riferimento;
5. Sia i social media che il SEO consentono di aumentare la Reputazione online, al fine di conferire autorevolezza al Brand;
6. Il sito/blog in questo modo ottiene autorevolezza nei motori di ricerca;
7. Maggiori opportunità per il sito/blog di essere scoperto da flussi di utenti in maniera organica.
L’importanza di condividere un contenuto sui social network
Una volta che il contenuto (di qualità!) è stato creato è necessario condividerlo. In questo modo si può creare engagement. Ogni elemento di engagement produce un segnale che viene automaticamente recepito dai motori di ricerca. Per Google, Bing, Yahoo, ecc., questi segnali fungono da raccomandazioni per i contenuti. In questo modo, i contenuti otterranno un ranking maggiore.Social Media Marketing vs. Marketing tradizionale
Leggendo online e approfondendo tutto ciò che riguarda la mia passione: il marketing e la comunicazione, mi sono imbattuta in un video che vorrei riproporre e che mi è sembrato molto interessante perchè riporta dei dati sintomatici del declino dei media tradizionali e della sempre maggiore importanza del web marketing e del social media marketing.
E' online che avvengono le decisioni riguardanti gli acquisti, laddove ci si basa molto sulle esperienze altrui, sulle testimonianze altrui, testimonianze vere, che non hanno nulla di costruito, come invece, spesso e volentieri, accade con i media tradizionali.
"Are you ready for the shift? Are you prepared?"
Io l'ho trovato molto interessante. Buona visione!
E' online che avvengono le decisioni riguardanti gli acquisti, laddove ci si basa molto sulle esperienze altrui, sulle testimonianze altrui, testimonianze vere, che non hanno nulla di costruito, come invece, spesso e volentieri, accade con i media tradizionali.
"Are you ready for the shift? Are you prepared?"
Io l'ho trovato molto interessante. Buona visione!
venerdì 8 novembre 2013
Twitter e il #cambioverso di Matteo Renzi
Che ne pensate dell’ultima trovata di Matteo Renzi: il tweet del cambioverso.com? Un’idea a mio parere originale, con la quale, a prescindere dagli esiti, ha creato una tendenza di non poco rilievo su twitter: #cambioverso.
Sul sito cambioverso.com un form con tre campi ( e tre domande): cosa va nel verso sbagliato in Italia? Cosa dovrebbe andare nel verso giusto? Perché?, gli utenti hanno avuto la possibilità di dare voce ai loro pensieri, alle loro proposte e suggerimenti. Alla fine un manifestino da condividere sui principali social network.
Come hanno reagito gli italiani?
All’inizio con manifestini in cui splendevano i più nobili propositi, poi, preso dall’immaginazione, il popolo italiano si è fatto prendere dalla satira e dallo spirito goliardico, generando manifesti letteralmente surreali.
Così Matteo Renzi ha invitato i cittadini a partecipare: “Chi mi dà una mano e un’idea?”. Molti, soprattutto i più cinici, hanno visto nell’operazione una mancanza di idee. Io ritengo che l’operazione di crowdsourcing digitale, invece, sia stata molto positiva, sottolineando la disponibilità di Matteo Renzi all’ascolto dei cittadini, un ascolto democratico.
Adesso si attendono gli sviluppi della campagna elettorale. In che misura Renzi coinvolgerà i social network, ormai centro nevralgico della comunicazione?
Sul sito cambioverso.com un form con tre campi ( e tre domande): cosa va nel verso sbagliato in Italia? Cosa dovrebbe andare nel verso giusto? Perché?, gli utenti hanno avuto la possibilità di dare voce ai loro pensieri, alle loro proposte e suggerimenti. Alla fine un manifestino da condividere sui principali social network.
Come hanno reagito gli italiani?
All’inizio con manifestini in cui splendevano i più nobili propositi, poi, preso dall’immaginazione, il popolo italiano si è fatto prendere dalla satira e dallo spirito goliardico, generando manifesti letteralmente surreali.
Così Matteo Renzi ha invitato i cittadini a partecipare: “Chi mi dà una mano e un’idea?”. Molti, soprattutto i più cinici, hanno visto nell’operazione una mancanza di idee. Io ritengo che l’operazione di crowdsourcing digitale, invece, sia stata molto positiva, sottolineando la disponibilità di Matteo Renzi all’ascolto dei cittadini, un ascolto democratico.
Adesso si attendono gli sviluppi della campagna elettorale. In che misura Renzi coinvolgerà i social network, ormai centro nevralgico della comunicazione?
Web Marketing: le donne sono le vere artefici del passaparola!
La relazione tra il web marketing e il mondo delle donne esiste ed è pure molto stretta. Si tratta di una sfaccettatura importante che riguarda i comportamenti di acquisto. E non solo.
Mi sono imbattuta per caso, infatti, nei risultati dell’indagine di Text Marketer che ha evidenziato come il potere decisionale di spesa delle donne sia nettamente superiore rispetto a quello degli uomini. Anche se, come sappiamo bene, dipende sempre dal tipo di business delle aziende oggetto di analisi e dall’audience specifica, tuttavia questi dati sembrano essere interessanti anche per comprendere il diverso comportamento delle donne rispetto a quello degli uomini.
Vediamo insieme alcuni tratti specifici del comportamento delle donne:
• il 46% delle donne controlla subito il proprio smartphone non appena si sveglia;
• il 63% delle donne non sta un’ora senza guardare il proprio cellulare; in questo le donne sono battute dagli uomini (73%);
• a 8 ore passate davanti al pc corrispondono dieci al/sul telefono;
• è in crescita la popolazione che acquista mediante uno smartphone e le donne sono molto propense ad effettuare acquisti online;
• sono spesso le donne a prendere le decisioni relative all’acquisto di beni di consumo, determinando il 58% della spesa totale per gli acquisti sul web;
• il 92% delle donne è propenso a condividere informazioni su prodotti e servizi che preferisce con amici e parenti.
Dunque, è soprattutto alle donne che si deve il cosiddetto passaparola!
Mi sono imbattuta per caso, infatti, nei risultati dell’indagine di Text Marketer che ha evidenziato come il potere decisionale di spesa delle donne sia nettamente superiore rispetto a quello degli uomini. Anche se, come sappiamo bene, dipende sempre dal tipo di business delle aziende oggetto di analisi e dall’audience specifica, tuttavia questi dati sembrano essere interessanti anche per comprendere il diverso comportamento delle donne rispetto a quello degli uomini.
Vediamo insieme alcuni tratti specifici del comportamento delle donne:
• il 46% delle donne controlla subito il proprio smartphone non appena si sveglia;
• il 63% delle donne non sta un’ora senza guardare il proprio cellulare; in questo le donne sono battute dagli uomini (73%);
• a 8 ore passate davanti al pc corrispondono dieci al/sul telefono;
• è in crescita la popolazione che acquista mediante uno smartphone e le donne sono molto propense ad effettuare acquisti online;
• sono spesso le donne a prendere le decisioni relative all’acquisto di beni di consumo, determinando il 58% della spesa totale per gli acquisti sul web;
• il 92% delle donne è propenso a condividere informazioni su prodotti e servizi che preferisce con amici e parenti.
Dunque, è soprattutto alle donne che si deve il cosiddetto passaparola!
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