sabato 16 novembre 2013

Twitter: RT if you love it!



State “microbloggando” sui vostri argomenti preferiti su Twitter.... quando retwittate? Cosa deve avere un messaggio per spingervi al famoso “RT”? Qual è il valore del Retweet? E che valenza ha nell’ambito del social  media marketing?

Cos’è un Retweet?

Non è altro che la ripetizione di un tweet inviato da un utente da parte di un follower che ha apprezzato il contenuto del messaggio.


Che valore ha un Retweet?

Più un utente o un profilo viene “retwittato” più è popolare e credibile sul social network. Dunque, la frequenza del “retweet” è indice significativo di popolarità e credibilità.
Inutile riepilogare, a questo punto, l’importanza del “retweet” per chi investe in una campagna su Twitter.

Ma come dev’essere un tweet per spingere ed invitare al RT? Ne parleremo presto! :-)

venerdì 15 novembre 2013

Content Marketing: i falsi miti da seppellire!


Tutti coloro che si occupano di content marketing dovrebbero “seppellire” completamente cinque falsi miti. In primis per se stessi. Vediamoli.


Mito n.1: il Content Marketing è facile (se paragonato ad alter forme di promozione)

Considerando che il content marketing si basa su fattori quali conoscenza, condivisione e fiducia, non vedo tutta questa semplicità. Una semplicità, dunque, da sfatare! E’ facile costruire un rapporto di fiducia? Spesso ci vogliono anni per crearne uno e un solo momento di negligenza per distruggerlo. E, considerando che i rapporti tra gli utenti e i brand non sono dotati dell’intensità di un rapporto umano, la creazione della fiducia è spesso un processo incrementale. 

Dunque, a differenza di una campagna pubblicitaria vera e propria che ha una durata delimitata nel tempo, con il content marketing si realizza una campagna lunga una vita, che affonda le radici nei sistemi valoriali del brand e “umani”, intrecciandoli. In questa “relazione”, due sono i fattori fondamentali per la creazione della fiducia, la trasparenza e l’autenticità.
Pensate ancora che il content marketing sia facile?


Mito n. 2: il Content marketing non richiede troppo tempo

Per smentire quest’affermazione basta solo prendere in considerazione alcuni dei processi coinvolti nel content marketing:
  • Sviluppo di una content strategy: che include l’analisi delle keyword, una ricerca di mercato, il SEO, controllo del sito, delle risorse, dei contenuti e molto altro ancora;
  • Realizzazione costante dei contenuti: un lavoro intenso sotto tre punti di vista, tempo, pensiero e produzione;
  • Distrubuzione e promozione dei contenuti: un aspetto, questo, che presuppone degli investimenti, come il social media marketing, l’e-mail marketing , ecc;
  • Misurazione delle performance e dei risultati: analisi dei risultati e delle metriche di successo.
 Poco tempo, eh? Ne siete ancora convinti?


Mito n. 3: il Content Marketing può essere automatizzato

“Send it and forget it!”: ecco il motto del falso mito. Ci sono delle parti del content marketing che possono sicuramente essere automatizzate in una certa misura, come il monitoraggio dei social, le alert o la distribuzione, ma è pur vero che sono tante le aziende che automatizzano troppo. E non si può automatizzare troppo. Anche perché i contenuti, ad esempio, non possono essere distribuiti in tutti i canali di promozione con la stessa forma. Ogni canale richiede un adattamento. E’ il caso ad esempio dei due social network per eccellenza, Facebook e Twitter, nel primo non si hanno limiti nel numero dei caratteri, anche se è sempre bene mantenere un certo livello di incisività, mentre nel secondo è categorica la compattazione del messaggio in 140 caratteri.

Ecco ciò che non si dovrebbe assolutamente automatizzare:
  • Strategia editoriale;
  • Social media strategy;
  • Community management (il rapporto con gli utenti richiede personalizzazione e rapporti one-to-one!);
  • Realizzazione dei contenuti.


Mito n. 4: il Content Marketing è a buon mercato!

Purtroppo è opinione diffusa che il content marketing sia l’alternativa a buon mercato di altri metodi promozionali, come le relazioni pubbliche o la pubblicità vera e propria. Mai esistito paragone più errato. I risultati del content marketing non sono visibili in men che non si dica e probabilmente è questo che porta a considerazioni errate. Anni di content marketing possono consentire raggiungere ottimi risultati in termini di viralità e questo deve necessariamente essere tenuto in considerazione nel budgeting.

Mito n. 5: Chiunque può occuparsi del Content Marketing!

Niente di più falso! Il content marketing è una vera e propria disciplina che richiede talento, capacità e precisione, oltre che conoscenze specifiche. Oggi le aziende richiedono in misura sempre maggiore professionisti del settore per il content marketing: dai giornalisti ai reporter, ai digital strategist. E la lista è lunga, considerando le diverse specializzazioni che lavorare sul web sta creando.

Che ne dite? Ci sono altri falsi miti che andrebbero assolutamente smentiti?

E mentre Twitter lancia la nuova Timeline, Facebook riceve un bel due di picche da Snapchat!

Com’è strana la vita! Il re dei social network riceve un bel due di picche da Snapchat, che ha rifiutato ben 3 miliardi di dollari. Dunque, Marc Zuckerberg deve rinunciare al suo sogno di ampliare le potenzialità di Facebook. D’altro canto, Evan Spiegel, Ceo e fondatore di Snapchat, non chiude completamente la porta, ma la socchiude momentaneamente, lasciando aperto uno spiraglio per il 2014. E, nonostante sia stata moltiplicata la quotazione offerta “illo tempore” a Instagram, Snapchat non ne ha voluto proprio sapere. Il motivo? Chiaro! Nell’auspicio che possano sopraggiungere delle offerte migliori, approfittando di una posizione che è diventata molto apprezzata, soprattutto dai giovani. Nel frattempo, Snapchat pensa a crescere.




Sull’altro versante Twitter non si ferma con gli aggiornamenti e le novità, lanciando una nuova timeline, che arriverà a breve e che punterà a cambiare le modalità di gestione dei tweet. Con questa nuova funzionalità del social network si potranno raggruppare tutti i tweet in modo personalizzabile. La nuova funzione sarà disponibile a breve per TweetDeck e consentirà di realizzare delle vere e proprie storie personali, organizzando e raggruppando i tweet, mediante, ad esempio, la creazione di colonne alle quali sarà possibile dare il nome che si preferisce. In questo modo, quando un trend o un argomento decolla sul social network, chiunque potrà avere accesso alla timeline dedicata. Stando alle ultime notizie in circolazione, la nuova timeline di Twitter sarà disponibile nei prossimi giorni.

Noi siamo qui ad aspettarla! :-)

giovedì 14 novembre 2013

Twitter: MSC Crociere – prima azienda italiana tra le case history di successo. Perché? Con che risultati?



MSC Crociere entra a far parte delle case history di successo in riferimento all’impiego di Twitter e all’implementazione di una strategia di marketing iniziata la scorsa estate con il progetto “La Nave dei Giovani”, una nave intera chiamata MSC Orchestra, con itinerario e iniziative a bordo realizzate per un target ben preciso, comprendente utenti con una fascia di età compresa dai 18 ai 35 anni.




Un nuovo modello di interazione

MSC Crociere ha realizzato un nuovo modello di interazione tra gli ospiti a bordo e gli utenti proiettando in real time i tweet con hashtag #navedeigiovani sul maxischermo presente sul ponte della piscina. In questo modo si è creato un canale di comunicazione diretta tra la nave e il social network.

Risultati ottenuti?

Un incremento di follower pari al 420% sul totale. Oltre 11.000 utenti. 2.500 citazioni con l’hashtag dedicato (#navedeigiovani). Un tasso di engagement pari al 5,76%. Un incremento del flusso di traffico sul sito web.

Un vero e proprio successo, insomma.

mercoledì 13 novembre 2013

Un tweet sbagliato può costare la perdita di 30 clienti

E’ questo il risultato di una recente indagine condotta da Convergys, a dimostrazione dell’importanza di avere una social media strategy, oltre che della sempre crescente importanza dei social network e del social media marketing per le aziende.



Secondo alcuni dati, infatti:
1.    i grandi business sposano in maniera crescente la promozione aziendale sulle piattaforme social;
2.    il tempo che le persone trascorrono online sta crescendo;
3.    gran parte del tempo che le persone trascorrono online è dedicato ai social network.

Dunque, i social network assumono sempre più lo status di punto nevralgico di qualsiasi iniziativa tattica e strategica in ambito marketing, poiché ricoprono un ruolo critico per dirigere le “entrate”, tagliare i costi e, addirittura – udite udite! – per la riconfigurazione del business model aziendale al fine di creare valore soprattutto nell’ambito (importantissimo!) del Customer Experience Management!

Pensateci! Quanto stanno diventando importanti questi canali per i clienti e le loro decisioni di acquisto? Sicuramente non è il caso dell’acquisto di una biro. Ma che dire, ad esempio, della prenotazione di un hotel? Quanto è importante, in tal senso, ad esempio, un portale come TripAdvisor?
E con questa domanda vi lascio…

Per un approfondimento sulle decisioni di acquisto e sul ruolo delle donne, vi consiglio di leggere "Web Marketing: le donne sono le vere artefici del passaparola"

lunedì 11 novembre 2013

Il Social Media ROI: è sempre possibile misurarlo?

Il ROI (Return on Investment) rappresenta un fattore importante per le aziende che vorrebbero investire nei social media. Ma non sempre è possibile calcolarlo a priori. E’ per questo che molto spesso il ROI viene calcolato a posteriori, dall’analisi dei risultati complessivi ottenuti.

Cosa indica il ROI?

Essenzialmente quest’acronimo indica il rapporto esistente tra il capitale investito e il profitto. Si tratta, però, di una metrica finanziaria nella quale non rientrano alcuni aspetti definibili come “qualitativi” delle attività digitali.

Quali sono gli aspetti qualitativi in questione?

1.    Brand awareness
2.    Reputazione
3.    Riduzione dei rischi
4.    Fiducia
5.    Loyalty
6.    Differenziazione
7.    Innovazione


E la lista potrebbe andare avanti...



Aspetti quantitativi

E’ molto forte, tuttavia, la tendenza a tenere in grande considerazione soprattutto gli aspetti quantitativi, primo fra tutti, l’impatto sui risultati di vendita. Ma, considerando che i touch point per questa valutazione sono moltissimi (sito web, giornali, negozio fisico, negozio online, call center, ecc.), l'operazione diventa alquanto complessa.

Return On Ignorance

Ecco come definisce Jeffery Hayzllet il ROI quando un’azienda non coglie l’importanza di investire nei social media perché, a priori, non vede vantaggi.

Ma non finisce qui! Approfondirò successivamente l’argomento, perciò, mi raccomando, stay tuned! ;-)

domenica 10 novembre 2013

Social media e Customer Care: un legame sempre più stretto.

Altro punto che mi interessava approfondire insieme a voi riguarda la relazione tra i social media e il customer care. Una relazione strettissima, dal momento che i social media consentono alla gente di dialogare con le persone, intavolando una vera e propria relazione. Ed è proprio in relazione al servizio offerto che si può misurare la loyalty del consumatore. Nel senso che è da questo che la fedeltà dipende.



Dunque, i social media si identificano come veri e propri strumenti di supporto per gli utenti che, ad esempio, hanno bisogno di fare una domanda o di risolvere un problema. Anzi, sembra che nella maggior parte dei casi gli utenti preferiscano ricevere aiuto online, attraverso le Live Chat o il Click to Call. Inoltre, secondo delle recenti rilevazioni, sembra che gli utenti abbiano alte aspettative in termini di risposta.

Twitter

L’81% degli utenti di Twitter si aspetta una risposta entro lo stesso giorno in cui viene formulata la richiesta.

Facebook

Il  29% dei consumatori su Facebook si aspetta una risposta entro due ore da quando inviano una domanda alla pagina di un’azienda.

Dunque, alla luce di questi fatti, ciascuna azienda dovrebbe poter sviluppare al proprio interno delle dinamiche che possano venire incontro alle esigenze di caring del consumatore finale. Dunque, se fino a poco tempo fa il customer service fornito mediante i social media era considerato accessorio rispetto a quello tradizionale, oggi è un tassello fondamentale, immancabile, che va utilizzato in modo efficiente.