mercoledì 6 novembre 2013

Condividere con i dipendenti la social media policy aziendale

 Oggi mantenere un contatto solido e duraturo con i consumatori sul web mediante i social network è ormai diventata prassi consolidata. Può rappresentare un’incredibile opportunità per l’azienda. Un’opportunità alla quale, spesso, tutti i dipendenti sono chiamati a contribuire attraverso la loro partecipazione ai social network.

Tuttavia, nonostante la riduzione dei blocchi a social network quali Facebook, Twitter e Youtube nel 2013, l’uso dei social network può essere spesso deleterio. I motivi? Da un lato, la perdita di produttività del personale e, dall’altro, se i social network vengono usati scorrettamente possono causare seri danni all’immagine aziendale (definiti #EpicFails).

Dunque, è di fondamentale importanza formare i dipendenti, concordando e condividendo un’adeguata social media policy aziendale, con l’obiettivo di ridurre al minimo i rischi connessi con l’utilizzo aziendale dei social network.






La social media policy è un documento al quale tutti all’interno di un’azienda devono far riferimento e consta essenzialmente di due parti:

1.    Social Media Policy interna: rivolta solo al personale, definisce le regole di comportamento in relazione ai social network e riguarda le modalità don cui i dipendenti gestiscono la loro presenza sui social (titolarità degli account, riservatezza dei codici di accesso, “regole di ingaggio” nella gestione dei commenti);

2.    Social Media Policy esterna: che regola il rapporto tra azienda ed utenti, secondo le dinamiche proprie dell’azienda stessa.

Facebook, Twitter e Youtube: diminuiscono i blocchi nelle aziende

Sono molte le aziende in Italia che hanno settato il blocco sui pc per l'accesso ai social media, quali Facebook, Twitter e a volte anche Youtube. Il motivo? Troppa distrazione per i dipendenti e meno produttività.



Ma se il lavoro dei dipendenti consiste anche nella cura del lato social dell'azienda?

Da adesso le aziende italiane riducono i blocchi e consentono ai dipendenti di usare i social network durante l'orario lavorativo. La rivelazione arriva da un'indagine realizzata da Easynet Global Services e Ipanema Technologies. Nel 2013 le aziende italiane avrebbero posto un freno alle restrizioni su alcuni siti. Nel 2013, infatti, è stata registrata una diminuzione del 26% dei blocchi e delle restrizioni rispetto al 2012 in Italia.


Un nuovo trend


Quest'inversione di tendenza è sintomatica dell'importanza rivestita dalla cura del lato social dell'azienda da parte dei dipendenti. Anche se, ahimè, non tutti sono dotati del buon senso e della professionalità necessaria per capire che spesso, in base alle attività che si svolgono sui social network, si perde solo tempo. Quindi i dipendenti dovrebbero essere informati sulle potenzialità offerte dai social media ai fini della promozione dell'azienda per la quale lavorano e sulle procedure specifiche da mettere in atto per raggiungere determinati obiettivi.


martedì 5 novembre 2013

Google Hummingbird: che effetti su Facebook?



Hummingbird, quello che Big G ha annunciato essere il più importante aggiornamento di algoritmo dal 2001 ad oggi. - See more at: http://www.bookingblog.com/google-lancia-hummingbird-hotel/#sthash.egr2CYIR.dpuf

Google Hummingbird è stato lanciato da Big G il giorno del 15° compleanno di Google ed è stato definito come il più importante algoritmo dal 2001 ad oggi, il cuo obiettivo è quello di "impattare" positivamente sull'esperienza d'uso dell'utente.



Hummingbird, infatti, consente a Google di capire esattamente gli intenti di ricerca di un utente ultimamente sempre alle prese con i dispositivi mobile.  Dunque, una volta posta la domanda, l'utente riceverà il risultato più preciso con la velocità del battito d'ali di un colibrì. Hummingbird in lingua franca infatti significa proprio "colibrì".

L'intento è quello di venire incontro anche alle esigenze di un utente che oggi utilizza molto le nuove applicazioni di interazione vocale, come Siri, e che pone domande dirette piuttosto che cercare con le parole chiave. Dunque, la ricerca, con Hummingbird si fa semantica. L'approccio cambia: la ricerca si basa più sul significato delle frasi digitate che sulle keywords.



Quali effetti du Facebook?

L'introduzione di questo nuovo algoritmo di ricerca ha determinato discreti cambiamenti anche per Facebook.

Un'alta frequenza di rimbalzo o l'assenza completa di condivisioni sui social network può influenzare significativamente i risultati dei motiri di ricerca. Non importa quanti link vengono costruiti su determinate pagine, ciò che veramente conta è la qualità del contenuto.

Il concetto della qualità dei post resta sempre invariato e, allo stato attuale, è l'unico mezzo che consente di sfruttare la natura virale dei social network.

E se Facebook è ormai talmente carico e saturo di contenuti, l'unica strada da seguire è proprio questa: scrivere dei post di qualità. Un elemento decisivo per far emergere il proprio messaggio!

Facebook: il post perfetto!


Il post perfetto su Facebook esiste? Domanda interessante. Anche un post piccolo come quello che viene postato su Facebook ha la sua importanza. E costruire il post perfetto richiede delle competenze specifiche perché esso deve:

a)  ispirare fiducia;
b) essere di qualità;
c) coinvolgere l’utente fino a creare, ove possibile, un dialogo duraturo;
d) rispondere coerentemente alla propria brand strategy.




Secondo l’infografica di Jennifer Burnham, pubblicata sul portale Ninja Marketing, le caratteristiche del post perfetto sono le seguenti:

a) la parte testuale del post deve essere costituita da massimo 90 caratteri e deve avere un tono molto personale. E’ utile inserire all’interno dei 90 caratteri anche l’url (meglio se accorciato);
b) i post devono essere targettizzati;
c) è consigliabile usare immagini semplici e testi brevi con domande la cui risposta possa essere semplicemente sì/no;
d) l’immagine non deve essere più grande di 300x300 px;
e) le immagini devono essere a forte impatto; quindi caratterizzate da colori accesi, come il rosso o l’arancione o con la presenza di volti in primo piano, non loghi;
f) il post deve servire a stimolare una conversazione che deve essere alimentata, con i commenti e con le domande;
g) è necessario misurare le metriche relative all’engagement nella pagina Insight, per capire quale tipo di post riscuote più successo.

Dunque, un bravo social media strategist deve sapere esattamente come creare engagement su Facebook. Pochi passi, semplici ma efficaci.

martedì 15 ottobre 2013

Il successo del social media marketing? Come fare una torta!

Pensate ad una torta. Quali ingredienti introdurre nell'imbuto per realizzarla? Farina, latte, zucchero, burro. basta mescolarli e versarli in uno stampo per torte, lasciar cuocere per un'ora per ottenere alla fine il risultato sperato: una torta, per l'appunto.



E adesso pensate alla presenza del vostro sito internet online. Come fanno le persone ad arrivare al vostro sito internet? Ecco che entrano in gioco i social network: dalla fan page di Facebook, dal profilo Linkedin, da Twitter o da Pinterest (portale in cui è molto utile inserire dei backlink nella descrizione di tutte le immagini postate). E probabilmente in moltissimi altri modi e canali: YouTube, Google +, ecc.

Il punto è questo: qualsiasi azione condotta sui social media conduce inevitabilmente al vostro sito web, dove risiedono le informazioni più importanti che riguardano voi e la vostra attività e/o azienda. Ecco dove porta l'imbuto. Post, tweet, link, video: tutto confluisce al sito web.

E rimanendo in tema di "torte", il vostro sito web si trova in fondo all'imbuto. E' il posto in cui desiderate che atterrino i vostri clienti.

E adesso la domanda è: in che misura il vostro portale web vi riflette? In che misura riflette il vostro messaggio principale e il vostro brand?

 

lunedì 7 ottobre 2013

Italiani pazzi per i social network. A beneficiarne l'e-commerce.

Gli italiani sono sempre più social. Un'affermazione che - lo so bene - non ha niente di nuovo. Sembra, però, secondo le rilevazioni recenti della ricerca Italia 2.0 condotta dalla società Duepuntozero Doxa con il coinvolgimento di 1.500 utenti del web, che gli italiani sono sempre più attenti ai commenti che vengono scritti e condivisi sulle diverse piattaforme. 



A parte le diverse tendenze relative ai diversi social network, che comunque dimostrano un progressivo interesse per tutte le piattaforme social, ritengo sia utile sottolineare come portali per l'e-commerce come Groupon e Groupalia siano sempre più frequentati. Insieme a questi, anche TripAdvisor, per le recensioni di locali e strutture. 

Altro punto della ricerca che ritengo essere molto interessante riguarda la stratificazione delle tipologie di utenti in base alle motivazioni che lo spingono all'uso dei social network: 

1) Social Fun, che percepisce il brand come meeting point;
2) Brand Peer, che vede il brand come interlocutore;
3) Practical Peer, che considera il brand come supporto;
4) Egomaniac Peer, che vede il brand come trampolino;
5) Emotional, per il quale il brand è uno stimolo. 

Diversi bisogni. Diverse motivazioni. Diverse aspettative. Alle quali ciascun social media manager deve saper adeguare messaggi ed iniziative. 


 

giovedì 3 ottobre 2013

Social Media PR e Speaker Radiofonico: trova le differenze

Oggi ero in auto e ascoltavo la radio: RTL 102,5. E improvvisamente ho pensato alla relazione possibile tra la figura dello speaker radiofonico e un social media PR.

(Tra parentesi: se si avvia una ricerca su Google digitando Social Media PR, i risultati riguardano, invece, la figura del Digital PR, ma io preferisco il primo termine, poichè rende bene - se non meglio - l'idea della Relazione che sta alla base di chi entra in relazione con gli utenti del web, qualsiasi sia il social media impiegato, sia esso un social network, un blog o un forum).



Torniamo a noi. Cosa accomuna le due figure? I tratti salienti dell'una e dell'altra figura sono univoci:

- grande personalità
- grande comunicatività
- sensibilità
- grande apertura mentale

Doti acquisite? Ovvio che no. Solo doni di natura, a cui vanno necessariamente aggiunti altri tratti, come competenza tecnica e un certo livello di cultura generale.

Tra gli altri aspetti, la capacità di saper ascoltare, di saper interagire, comunicare e mettersi in relazione in maniera spontanea e accogliente. Aspetto importantissimo: stabilire una relazione è essenziale, ma saper coinvolgere il pubblico è fondamentale. 


Nothing else? Beh, per la verità pensavo anche ad un parallelismo tra l'attività del Social Media PR e l'entertainment. Ma devo rifletterci su. Ne parliamo ASAP.

Giornatina....